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Naccarato: "La lega tradisce il federalismo privatizzando l'acqua" Stampa E-mail

 

 

 

 

 

 

Naccarato (Pd) accusa: la privatizzazione idrica penalizza gli utenti e gli enti locali  - «Le dichiarazioni dell’onorevole Bitonci sulla gestione del servizio idrico integrato sono sorprendenti e dimostrano che gli esponenti della Lega, dopo aver fatto del federalismo il loro cavallo di battaglia, nelle aule parlamentari danno il via libera a provvedimenti di stampo centralista». L’accusa arriva dal deputato del Pd Alessandro Naccarato (in foto).

 

Che così prosegue: «L’articolo 15 del decreto legge 135/09, appena votato da Pdl e Lega, stabilisce di affidare ai privati la gestione dell’acqua. La decisione è aggravata dall’assenza di un’autorità di regolazione indipendente per tutelare l’interesse pubblico degli enti locali e dei cittadini utenti ed è stata assunta senza consultare i Comuni proprietari delle reti idriche. E’ questo il federalismo? I dati indicano che moltissime gestioni pubbliche del servizio idrico hanno conseguito risultati positivi, con livelli di efficienza di gran lunga superiori ai privati». E’ il caso, secondo il parlamentare democratico, della provincia di Padova: «Qui, abbiamo due società pubbliche, Etra nei Comuni dell’Alta padovana e Acegas-Aps nel capoluogo, che lavorano con risultati eccellenti e che sono prese a modello a livello

 
1000 piazze per l'alternativa Stampa E-mail

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1000 piazze per l’alternativa. Il PD sarà in piazza l’11 e 12 dicembre dalla parte degli italiani, con l’obiettivo di tornare a occuparsi dei problemi di tutti e non di quelli del premier. Come dicono i messaggi sui manifesti “sempre i problemi suoi, mai i problemi nostri”.
Sarà un week end di mobilitazione quello di dicembre che non resterà isolato, con inziative che continueranno durante il 2010, tanto da delineare “un programma alternativo di governo, insieme al popolo delle primarie” come ha rimarcato Rosy Bindi, presidente del Pd “nei mesi scorsi sono stati troppo trascurati, li chiamiamo a mobilitarsi da subito e poi nei circoli”.

Sarà il modo per ricordare al governo, che si preoccupa solo dei problemi giudiziari di Berlusconi cosa davvero non va:
il lavoro dove abbiamo registrato un milione di disoccupati in più, senza contare il livello di persone che non riescono a trovare un'occupazione, il più alto in Europa.
E se le persone non hanno lavoro è evidente che a soffrire sono le imprese e i piccoli studi professionali. 50.000 quelli che rischiano di chiudere per sempre.O la sanità, dove a fronte dei risultati ottenuti dalle regioni di centrosinistra senza sacrificare i servizi per i cittadini il Governo ha messo zero euro in Finanziaria per la ristrutturazione e la costruzione di ospedali più moderni.

Problemi trascurati da un Berlusconi debole, con un governo e una maggioranza senza guida, impegnati a litigare sui giornali, come nel caso del litigio tra Giulio Tremonti e Renato Brunetta sulla conduzione della politica economica dell'esecutivo.

“Questa situazione segnala la noncuranza per i problemi degli italiani – attacca Rosy Bindi - nessuno parla di lavoro, famiglia, impresa. Tutti sono presi a litigare tra di loro: i ministri contro il ministro dell'Economia; il presidente della Camera, nella sua veste di capo politico, in conflitto permanente con la Lega sulle politiche per l'immigrazione; il partito del Sud contro il partito del Nord. Questo e' lo stato della maggioranza e del governo. E' evidente che tutto questo dipende dal fatto che, non solo, manca un programma ma che il garante di questa confusione prima era Berlusconi. Ora, però, Berlusconi si e' fortemente indebolito ed è chiaro che si è aperta una dialettica per la successione. Ma tutto questo è un problema anche per il Paese e per gli italiani, e noi vogliamo elaborare insieme ai cittadini e ai nostri circoli la bozza del nostro programma di governo".

“Ci occupiamo di quello di cui parlano le famiglie la sera a tavola – ha aggiunto il vicesegretario del PD, Enrico Letta - per ogni settore presenteremo le nostre linee programmatiche".
Così per il federalismo la proposta del Pd è di chiedere, anche con una raccolta di firme, la sospensione del patto di stabilità per i comuni virtuosi. Mentre il problema della giustizia “va risolto per i 50 milioni di italiani che chiedono una giustizia più efficiente. Dico alla maggioranza: fermatevi, ritirate il provvedimento sul processo breve. L’intera cultura italiana avanza o critiche o perplessità a quel provvedimento. Prendetene atto. Non e’ immaginabile cominciare a parlare di giustizia con un ricatto sul tavolo. La settimana prossima- ha aggiunto Letta- ci sarà un’occasione per affrontare alcuni temi della giustizia nell’ambito del voto alla mozione del Pd sulle riforme”.
Gli incontri nelle 1000 piazze serviranno anche a diffondere i progetti di legge e gli emendamenti già presentato in Parlamento e bocciati dalla maggioranza su questi temi e sulla scuola, l’ambiente, la giustizia, le riforme istituzionali.
Iniziative diverse dal “No B. Day” che serve solo a convincere chi è già convinto, senza portare nuovi consensi, occupandosi invece di tutti i problemi che riscontrano gli italiani.

E se l’11 e 12 dicembre i cittadini incontreranno Pier Luigi Bersani e gli altri esponenti del PD poco dopo, il 14 dicembre, ci sarà l’incontro di un migliaio di amministratori locali del Pd a Milano per dire basta al federalismo delle chiacchiere della Lega e di un governo che ha abolito l’unica imposta davvero federale, l’Ici, che dava risorse ai comuni.

Allegati:
Scarica questo file (1000_piazze89971.pdf)Mille piazze per l'alternativa[Manifesto della campagna 1000 piazze per l'alternativa del Partito Democratico]25 Kb
 
Giustizia : le proposte del Partito Democratico Stampa E-mail
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No alle leggi ad personam



"Spero che la maggioranza presenti proposte concrete. Se sono per annullare i processi in corso noi non ci siamo, non possiamo insultare le vittime di reati per aggiustare due o tre questioni. Se vogliamo migliorare il servizio della giustizia, siamo qua a dire si. Diciamo no alla cancellazione dei processi in corso. Spero che la maggioranza, dopo tutti questi dialoghi, se ha intenzione di procedere a una riforma seria presenti proposte concrete. Se intende annullare processi in corso non possiamo esserci".

E' la prima reazione del segretario del PD, Pier Luigi Bersani, dopo le indiscrezioni sul vertice di maggioranza sulla giustizia daIl presidente della Camera dove Gianfranco Fini annuncia: "No alla prescrizione breve, presto un ddl sulla durata dei processi".

E mentre il centrodestra si preoccupa di salvare il premier da processi scomodi, questo pomeriggio alle 15.30 a Palazzo Carpegna il Gruppo del PD del Senato illustrera' in una conferenza stampa, una mozione sui temi della giustizia che sara' depositata nei prossimi giorni.La mozione, che contiene una serie di proposte per migliorare l'efficienza del sistema giudiziario e per accelerare i tempi dei processi, sara' presentata dalla Presidente dei senatori del PD Anna Finocchiaro, dai senatori Alberto Maritati e Felice Casson e dagli altri componenti PD della Commissione Giustizia di Palazzo Madama.

E' lo stesso segretario Pd ad introdurre l'iniziativa: “Abbiamo proposte già depositate sulla riforma del codice penale, sul processo civile, sull’efficienza del sistema giudiziario, sia in termini operativi che procedurali. E siamo pronti a presentare nuove proposte sulla giustizia amministrativa. Già domani al Senato presenteremo una mozione con nostri progetti. Non accettiamo che ci si dica che il Pd non ha proposte in materia. E’ il governo che fin qui non le ha fatte vedere. Se le norme che il governo si appresta a presentare presupponessero di fatto la cancellazione di processi in corso ci opporremmo con assoluta determinazione chiamando a comuni iniziative tutte le opposizioni, per evitare l’ennesima lesione delle pari condizioni dei cittadini di fronte alla legge”.

"Il punto e' semplice, al di la' delle tecnicalità - ha aggiunto Bersani - spero che la maggioranza, dopo tutti questi dialoghi, se ha intenzione di migliorare la giustizia presenti proposte concrete. Fin qui, ho percepito anche negli atteggiamenti del presidente della Camera che c'è l'intenzione di affrontare la riforma della giustizia senza subordinarla a convenienze. Se sono per annullare i processi in corso noi non ci siamo". In concreto, secondo il leader democratico, "se c'è una riforma organizzativa, procedurale perché si arrivi a sentenza siamo d'accordo. Se si prende un pretesto per interrompere i processi, non siamo d'accordo, ce' un problema obiettivo e non possiamo insultare le vittime di reati per aggiustare due o tre questioni. Il che non significa impedire una discussione sulla giustizia. Tocca a loro togliere dal tavolo le questioni che non interessano i cittadini".

In queste ore si è parlato di prescrizione solo per gli incensurati, ma "sarebbe ulteriore discriminazione", denuncia la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti: “Se è vero che l’ipotesi su cui ragiona la maggioranza è quella che per i reati puniti sino a dieci anni di reclusione vi sarebbe un’ulteriore riduzione di un quarto dei tempi di prescrizione se l’imputato è incensurato, il processo Mills a carico del premier sarebbe giusto giusto pronto ad essere dichiarato estinto e di lì a poco quello per frode fiscale Mediaset. Nel merito – osserva - tutti gli imputati hanno diritto ad una ragionevole durata del processo, indipendentemente dalla loro fedina penale. Il problema è intendersi su quali sono le riforme per la giustizia che possono effettivamente ridurre i tempi dei processi per tutti, incensurati e non, imputati, detenuti, in attesa di giudizio (di cui sono piene le nostre carceri) e imputati a piede libero. Non bisogna strumentalizzare la prescrizione del reato, che riguarda il tempo in cui vi è l’interesse dello Stato a perseguire e ad accertare in tempi ragionevoli i reati commessi, per trovare vie di uscita ad autorevoli imputati incensurati. La ragionevole durata del processo non può essere legata alla condizione soggettiva della persona, recidiva o non, è un fondamentale diritto di civiltà che deve essere attuato nel nostro ordinamento, non solo per gli incesnurati!. Altrimenti, parliamoci chiaro, si sta piegando una garanzia, che è per tutti, all’interesse di pochi. E ne sarebbe la dimostrazione che se è vero che per i reati puniti sino a dieci anni di pena vi sarebbe un’ulteriore riduzione di un quarto dei tempi di prescrizione se l’imputato è incensurato il processo Mills a carico del premier sarebbe giusto giusto pronto ad essere dichiarato e di lì a poco quello per frode fiscale Mediaset. Basta con le norme ad personam”.

Inoltre, per il leader del PD, serve fare riforme istituzionali, senza perdere tempo con questioni come l'immunita' parlamentare: "Il nostro problema non è questo, non credo che questo sia un problema da mettere all'ordine del giorno. Se mai ridurre il numero dei parlamentari, fare la legge elettorale, portare i costi della politica a livello europeo: questo si capisce. E su questo noi ci stiamo".
 
Pd, Bersani: "Sul processo breve c'è rischio incostituzionalità" Stampa E-mail

"Non ho ancora letto il testo della proposta della maggioranza, ma da quello che ho letto indirettamente c'e' questo rischio". Cosi' il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, risponde ai giornalisti che gli chiedono se ravvisi il pericolo di anticostituzionalita' e di norme ad personam nell'annunciata proposta di legge Pdl-Lega sul processo breve.

 

"Serve attenzione - ha detto Bersani - se la proposta prevede di fare processi brevi, ma farli, va bene; c'e' una norma per non fare processi o per non farne alcuni, non siamo d'accordo. Se arriveremo alla scontro non sara' responsabilita' dell'opposizione, non ce lo andiamo a cercare, ma ci viene proposto perche' ci vengono sempre proposti gli stessi problemi".

 

Bersani, al termine del suo incontro con il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha ribadito che "norme per snellire la giustizia sono auspicabili, il Pd ne ha presentate alcune, se sono norme per far saltare i processi in corso, non sono accettabili soprattutto davanti all'opinione pubblica. Lo scontro non sarebbe responsabilita' nostra perche' credo che la maggioranza comprenda che i cittadini devono confidare su una giustizia uguale per tutti". Ma la scontro sarrebbe nel Parlemtno o nel Paese? "anche in Parlamento ci sono le condizioni per evitare degli scempi. IL Parlamento deve essere messo dI fronte alle sue scelte davanti ai cittadini e in quel percorso ciascuno si assume le sue responsabilita'".

 
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