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 "E' la prima volta in cui protestano insieme studenti e professori perché è in gioco l'esistenza della scuola stessa. Una protesta pacifica e non violenta che viene salutata dagli applausi delle persone per strada e dalle finestre..." Dario Franceschini E' una questione di affidabilità. “C'è troppa leggerezza nel perdonare Berlusconi da parte del Paese e della stampa. Il Presidente del Consiglio deve rappresentare i valori fondamentali della Repubblica e per questo deve essere affidabile”. Così Dario Franceschini, vice segretario del PD, in merito all'ennesima smentita sulla scuola da parte del premier Berlusconi.
Il numero due del Partito Democratico intervenuto come ospite a YouDem.tv ha specificato che “in nessun altro paese esiste questa anomalia, lanciare parole forti come massi e poi smentire dopo poco tempo. Poteva semplicemente dire ho cambiato idea ma non accusare i giornalisti di aver travisato le sue parole e di non aver mai detto di voler portare le forze di polizia dentro le scuole o gli atenei”.
“Ciò che è maggiormente grave sta nel fatto che molti telegiornali non abbiamo voluto ritrasmettere il video della conferenza stampa, evidenziando bene le parole dette, mettendo invece in risalto la smentita arrivata da Pechino”. Franceschini ha chiarito che vincere le elezioni significa essere chiamato a governare per una legislatura. Invece Berlusconi “pensa di gestire il potere come se ne fosse diventato il proprietario dimenticandosi che esiste un'opposizione che controlla l'attività del governo e può contrastare la sua attività. Si va avanti a colpi di fiducia in Parlamento e a dichiarazioni contro il dialogo tra le parti. Se continuerà a governare con sbagliate scelte di merito e insidiose scelte di metodo, la nostra voce diventerà ancora più forte”.
Quindi rispondendo alla provocazione cinese del premier sull'occupazione delle scuole da parte di “facinorosi”, il vice segretario del PD ha evidenziato che “la protesta sulla scuola è nata in maniera spontanea. E' la prima volta in cui protestano insieme studenti e professori perché è in gioco l'esistenza della scuola stessa e non c'è destra o sinistra nelle loro rivendicazioni. Per queste ragioni il PD non ha intenzione di strumentalizzare la protesta. Una protesta pacifica e non violenta che viene salutata dagli applausi delle persone per strada e dalle finestre”.
“Il trovarsi a vent'anni in una mobilitazione collettiva condividendo gli stessi ideali, ti segna per tutta la vita, forma il proprio Io . Le mobilitazioni, i cortei sono una risposta al qualunquismo che vuole i giovani disinteressati dalla politica”.
Franceschini ha quindi chiosato sulla manifestazione “Salva l'Italia” che si terrà domani al Circo Massimo, commentando l'invito fatto dal capogruppo di Idv, Massimo Donadi, di partecipare in maniera unitaria. “Condivido quanto detto dal capogruppo Donadi, siamo espressione dello stesso popolo e siamo contenti della partecipazione di Italia dei valori alla manifestazione”. “A prescindere dal numero dei partecipanti – ha concluso -, l'evento sarà positivo perché sarà un manifestazione di popolo civile, numeroso e con una partecipazione più larga delle sole forze del PD”.
Anche Maria Pia Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione del Partito democratico ha voluto commentare l'ennesima boutade di Berlusconi: "nonostante il premier ci abbia abituato a dichiarazioni che poi puntualmente smentisce, è preoccupante che continui a lanciare accuse generalizzate alla piazza, definita facinorosa solo perché esercita il diritto costituzionale al dissenso verso il governo. Ancora più grave poi sono alcune allusive affermazioni a margine che lasciano intravedere una sorta di 'piano segreto' per risolvere la protesta degli studenti. In questo momento servono parole chiare e non messaggi cifrati. Il PD domani scenderà in piazza per illustrare le proposte alternative al governo Berlusconi su tanti temi e per riaffermare, attraverso una grande e pacifica prova di democrazia, il valore della partecipazione".
Per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori PD, “ieri erano strumentalizzati e bugiardi, oggi sono diventati facinorosi, e domani? In realtà ci troviamo davanti a un ampio movimento di protesta che conta nelle sue fila studenti, famiglie, docenti, rettori e presidi che protestano pacificamente per i tagli apportati alla scuola. Nella consapevolezza che questi tagli servono solo per soddisfare una compatibilità di bilancio e non certo a migliorare la scuola”.
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A futura memoria:
Berlusconi – Roma 22 ottobre 2008 “Avviso ai naviganti: non permetteremo che vengano occupate scuole e università. Convocherò oggi il ministro degli Interni e gli darò istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere”.
Berlusconi – Pechino 23 ottobre 2008 “Non ho mai detto né pensato che la polizia debba entrare nelle scuole. Ho detto che chi vuole è liberissimo di protestare ma non può imporre a chi non è della sua idea di rinunciare al suo diritto essenziale. Ancora una volta c'è un divorzio tra informazione e realtà”.
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