Home Editoriali Conselve INCHIESTA SULLA GESTIONE DEL COSECON



 1 visitatore online
 Visite totali:
INCHIESTA SULLA GESTIONE DEL COSECON Stampa E-mail

Cosecon, sei arresti e tre indagati tra manager, dirigenti e imprenditori

Aver messo in piedi un sistema per 'dirottare' appalti per almeno 10 milioni di euro alle ditte di un unico imprenditore edile, Paolo Garofolin: con questa accusa sei persone sono state arrestate dalla guardia di finanza di Padova nell'ambito di un'inchiesta sulla gestione della Cosecon Spa, la municipalizzata che raggruppa 98 comuni veneti oltre alle province di Padova e Venezia e che si occupa di appalti per opere di urbanizzazione.

Le persone arrestate sono Roberto Dalla Libera, direttore generale di Cosecon Spa; Luigi Destro, dirigente della Regione Veneto; Paolo Garofolin, imprenditore nel settore delle costruzioni e dei lavori stradali. Agli arresti domiciliari sono stati posti Andrea Breda, responsabile dell'Ufficio tecnico di Cosecon Spa; l'imprenditore Francesco Gerotto e Silvia Ginasi, responsabile degli appalti per Cosecon Spa. Oltre agli arresti, durante l'operazione le Fiamme Gialle hanno fatto perquisizioni a carico di tre professionisti, tutti sottoposti a indagini in stato di libertà. Ai sei arrestati e ai tre indagati il pm Federica Baccaglini contesta a vario titolo, i reati di concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato e concussione.

L'operazione ha interessato Sant'Angelo di Piove di Sacco, Maserà di Piave, Cartura, Torreglia, Campodarsego, Cona, Cadoneghe, Padova, Selvazzano Dentro, Bagnoli di Sopra, Venezia, Vigonza, Montegrotto e Rubano.

Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, le gare di appalto si svolgevano in maniera regolare ma le ditte vincitrici cedevano subito, in subappalto, la realizzazione di tutti i lavori a ditte che facevano capo a Garofolin, rimanendo così fuori dalla commessa. Per compensare i ribassi della gara d'appalto e del subappalto, la ditta che effettivamente eseguiva i lavori ricorreva a 'riserve', ovvero a lavori che faceva risultare come necessari e che la Cosecon successivamente approvava come tali benchè - secondo l'accusa - non necessari o mai eseguiti.
 

COSECON: NUOVO SCANDALO SULLA GESTIONE DEL GAS

 

 

 

Negli articoli apparsi in questi giorni sui quotidiani locali (disponibili qui sotto) trova conferma l’allarme che più volte abbiamo lanciato come DS e ora come Partito Democratico circa la situazione delle società partecipate e della gestione dell’energia nella nostra Provincia. Si tratta del rapporto tra Cosecon Spa e Comuni soci per la gestione del Gas. Siamo in presenza dell’ennesima vicenda poco chiara di malgoverno e di gestione irresponsabile di un servizio pubblico molto delicato.

 

Finalmente alcuni comuni come Conselve e soprattutto S. Pietro Viminario vogliono fare chiarezza sui rapporti con il COSECON.

 

Dalle notizie riportate sembra che i Comuni non abbiano mai ceduto le reti del Gas al Cosecon e che manchino i contratti di servizio e le convenzioni per l’utilizzo delle reti.

 

E’ una situazione gravissima che può produrre conseguenze pesanti per i cittadini e i Comuni soci. Ecco perchè:

 

1.      Nel Capitale sociale di Cosecon sono comprese le Reti per la distribuzione del Gas. Se fosse confermato che i comuni non hanno mai ceduto tali reti, la consistenza del capitale sociale dovrebbe essere ridotta.

2.      L’assenza di contratti di servizio rende i comuni deboli e impotenti perché non consente loro di esercitare il necessario controllo sulla gestione di un servizio così delicato come l’energia.

3.      Cosecon ha costituito una società per la distribuzione dell’energia (Cosecon Distribuzione ora denominata Veneto Distribuzione) e ha fatto entrare nella società un privato (GRUPPO SIME) senza gara pubblica, aggirando le norme che regolano la materia.

 

Le questioni poste investono la Provincia di Padova e la Regione Veneto.

Infatti:

 

  • La Provincia di Padova è socia di Cosecon e ha un interesse diretto a difendere l’effettiva consistenza della propria partecipazione; troppo spesso la Provincia, come per il settore rifiuti, è stata connivente con le scelte di Cosecon e non ha esercitato la sua funzione di controllo e di tutela della proprietà pubblica.
  • La Regione Veneto, che attraverso una quota consistente di Veneto Sviluppo partecipa a Cosecon, è nella stessa situazione.

 

Infine, la decisione di non rinnovare il Patto Parasociale che ha governato Cosecon negli ultimi anni dimostra che avevano ragione quanti, come i DS, non hanno mai condiviso quello strumento.

Infatti il Patto Parasociale è stato l’elemento che ha privato i Comuni e i soci minori di qualsiasi potere e ha consentito una gestione caratterizzata dalla scarsa trasparenza e dalla prevalenza degli interessi dei privati sugli interessi pubblici.

 

Purtroppo, ancora una volta, dopo il disastroso tentativo di gestire il settore rifiuti con la Trasporti Ecologici, Cosecon  si  trova al centro di una vicenda poco chiara, una vicenda che danneggerà gravemente cittadini e Comuni. Queste sono le conseguenze delle gestioni passate di amministratori incompetenti e in molti casi in conflitto d’interessi con il loro ruolo di sindaci e amministratori locali. Questo è il risultato causato da amministratori che hanno favorito i privati a scapito dei soci e dei cittadini.

 

 

 

Alessandro Naccarato

 

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento:
  La frase di verifica. Solo lettere minuscole senza spazi.
Frase di verifica:
Copyright © 2009 Giovani Democratici di Conselve. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.